venerdì 27 ottobre 2017

Finché c’è prosecco c’è speranza, buona la prima

In settimana siamo stati al Cinema Kappadue, uno dei pochi cinema rimasti in città, a vedere l'anteprima di Finché c'è prosecco c'è speranza, dell'esordiente Antonio Padovan, presente in sala con gran parte del cast, Battiston in testa, e molti giovani apprezzati tecnici. 
Il prosecco, come si intuisce dal titolo, anzi, le splendide colline del prosecco, sono il perfetto scenario di questo giallo di provincia, un giallo come se ne facevano una volta. Una provincia veneta profonda, con al centro un conte tanto affascinante quanto anticonformista interpretato da Rade Serbedzija. Produce prosecco di qualità, poco, ma buono, ci tiene a dire; contro l'eccesso di produzione, fa riposare un campo all'anno con spirito bio che sarebbe piaciuto all'anarchenolgo Veronelli. Nemico giurato dei potenti della zona, che vediamo sfidare all'inizio del film, si rifugia nella sua cantina con la giovane amante, poi stappa l'ultima bottiglia ... e nel piccolo cimitero del paese si toglie la vita. Perché? ... 
Sembra un facile caso per il neo-ispettore Stucky, da chiudere in fretta e furia per far contento il suo superiore vicino alla pensione (sono un grande e grosso Battiston, e il solito perfetto pignolo Roberto Citran, che coppia!), ma dopo il suicidio del conte vengono assassinati uno dietro l'altro i suoi  nemici storici: dall'industriale del cementificio che inquina la valle, al professore che aveva fatto delle analisi compiacenti riguardo l'inquinamento della zona. Cose di ordinaria amministrazione nei piccoli centri, dove la stampa non arriva, dove si deve lavorare e basta (chissenefrega se poi i compaesani muoiono di cancro? ... di qualcosa si dovrà morire). 
A uccidere entrambi sembra essere stata la stessa arma, una vecchia pistola del conte. Ma in fantasmi non sparano. O sì? Secondo il laico Stucky non sparano. E allora chi è stato? La giovane prostituta veneziana (l'emergente Silvia D'Amico) che ora gira con il cane e il taxi giallo del conte? Un suo ultimo regalo, fattole la sera prima di uccidersi. Troppo facile? Potrebbe essere stato il pazzo del paese (il mitico Teco Celio), quello che è sempre sul cimitero a lustrare le tombe, e gira il paese facendo strani versi. Va pure in procura a denunciarsi. Ma non gli credono ...
Chi poteva volere la morte di questi due potenti? Anzi, prepotenti? Hanno pure amicizie e parentele in politica, il superiore di Stucky non vorrebbe casini, come ordina, ma è difficile evitarli. Come sbrogliare la matassa? L'ispettore metà veneto, metà persiano, con i suoi vestiti fuori moda e il corpo pesante rischia il posto: si muove lento, tra confraternite folcloristiche infarcite di notabili, ville immerse nei vigneti, poligoni di tiro campagnoli con gestori così antipatici da risultare troppo leggero l'appellativo di mona (impeccabile Vitaliano Trevisan), bar, la figlia del conte arrivata dal sudamerica, passaggi segreti in vecchie cantine, e bottiglie, bottiglie di prosecco, il vino più alla moda, conosciuto in tutto il mondo.
C'è tutto un (piccolo) mondo racchiuso tra queste colline in conflitto, tra interessi particolari e difesa del territorio, antiche tradizioni contadine e finta modernità. Tutto questo narrato con semplicità, senza retorica, ma sfruttando il luoghi comuni del giallo classico. Bravo il regista Antonio Padovan, che l'ha scritto assieme Marco Pettenello e all'autore del libro Fulvio Ervas (i suoi romanzi, con l'ispettore Stucky, sono Marcos y Marcos). Bravo il direttore della fotografia Massimo Moschin, bravo Teho Teardo sempre più autore di colonne sonore ...

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17 Commenti:

Alle 27 ottobre 2017 alle ore 23:10 , Blogger Zio Scriba ha detto...

Mettendo insieme il grande Battiston (mi sono da poco ri-goduto "Zoran il mio nipote scemo") e la tua fantastica recensione, direi proprio che questo me lo segno, e in grande evidenza.
Un abbraccione. :)

 
Alle 27 ottobre 2017 alle ore 23:13 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie della fiducia zio ... io spero di vedere tradotto in film anche qualche tuo libro (ovviamente bene, come è stato fatto con il romanzo di Fulvio Ervas). Lo credo possibile!

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 08:08 , Anonymous Enri1968 ha detto...

Prendo nota.
Comunque in città a VR ci sono degli ottimi cinema: oltre al Kappadue, il Fiume, Pindemonte e il Diamante tutti gestiti dalla stessa società. In tutti ottimo schermo e sonoro. Io e mie figli andiamo esclusivamente in questi, non amiamo le multisala.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 09:55 , Blogger Zio Scriba ha detto...

Questo sarebbe già un ottimo motivo per vivere a Verona. ODIO i multisala, morte del cinema e di un modo umano e intelligente di fruirlo.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 11:00 , Blogger Lucien ha detto...

Bella storia e bella anche la locandina! Lo metto in lista sicuramente

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 11:12 , Blogger marcaval ha detto...

Me lo ero già appuntato e sicuramente è da non perdere. Non sono invece riuscito a trovare il libro di Ervas, del quale per ora ho letto soltanto "Se ti abbraccio non aver paura".

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 13:27 , Blogger Alligatore ha detto...

@Enri1968
Bravo.
Vero, vero, anche noi andiamo regolarmente in quei cinema che hai citato (a parte il Diamante, che fa film più "spettacolari"), dopo, in città ne sono rimasti pochi altri (qualche cinema di quartiere). Se penso a vent'anni fa quanti ... vabbe', il tempo passa.
@Zio Scriba
Anche noi odiamo le multisala, ci siamo andati pochissime volte perché proprio costrette (l'urgenza di vedere un film che facevano solo lì, come, di recente, Ferrante Fever), ma se serve andiamo a Rovereto/Trento o anche Bologna per vederci un film che merita sul grande schermo.
@Lucien
Sì, hai ragione, e lo scenario, gli interpreti ... un gran bel film tutto da vedere.
@Marcaval
Ora il libro di Ervas lo trovi ristampato con copertina nuova, tratta dal film ... io l'ho già ordinato, voglio leggerlo presto (non ho ancora letto nulla di Ervas, ma mi intriga). Ho messo il link alla marcos y marcos, prova a vedere ...

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 13:48 , Blogger francesca ha detto...

Già il titolo da solo è un buon inizio e... mi trova molto d'accordo :)
Ottima recensione, lo segno anche se, come sai, a parte rare eccezioni non amo i film italiani contemporanei.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 13:53 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, il titolo è divertente (è lo stesso del romanzo dal quale è tratto, che spero di leggere presto), e ti dirò, il film mantiene le attese.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 14:45 , Blogger Cavaliere oscuro del web ha detto...

Voglio guardarlo mi hai incuriosito.
Saluti a presto.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 14:54 , Blogger Alligatore ha detto...

Mi fa piacere, vedrai che ti piacerà.
Alla prossima.

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 15:51 , Blogger fperale ha detto...

Per me Battiston è un grandissimo attore, forse il migliore che abbiamo in veneto attualmente :)

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 19:15 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, per me è uno dei migliori attori italiani, ho visto un sacco di grandi film a partire dal cult assoluto Zoran leggi qui

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 20:29 , Blogger fperale ha detto...

Il nostro piccolo cult con lui è Non pensarci

 
Alle 28 ottobre 2017 alle ore 20:32 , Blogger Alligatore ha detto...

Gran bel film anche quello sì, con Mastandrea "giovane" musicante ... me lo ricordo, sì, divertente.

 
Alle 6 novembre 2017 alle ore 09:38 , Blogger Santa S ha detto...

Non posso che aspettare, a vederlo. Nel frattempo mi sono gustata la tua recensione...

 
Alle 6 novembre 2017 alle ore 20:00 , Blogger Alligatore ha detto...

... gustala con un bicchiere di prosecco ;)

 

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